Dalla raccolta alla pigiatura

L’uva viene raccolta e selezionata manualmente e messa in cassette. Trasportata in azienda, si abbassa la temperatura per prepararla al lavaggio.

Viene scaricata nella vasca di lavaggio di un macchinario studiato appositamente per questo lavoro. “Un vero e proprio lavaggio delle uve – spiega il responsabile dell’unità microbiologia e tecnologia alimentari dell’Istituto di San Michele all’Adige, Agostino Cavazza – abbatte il contenuto di metalli pesanti presenti nel mosto, soprattutto il rame” (unico antifungino efficace consentito in agricoltura biologica) ed elimina anche polveri, insetti e tutto ciò che può essere estraneo al frutto che, inevitabilmente, si accumula sul grappolo nei mesi estivi.

Alla presenza di due addetti che controllano e aiutano il processo, un nastro trasporta le uve dalla vasca di lavaggio al nastro di cernita e asciugatura, previo un getto di risciacquo che elimina eventuali acini staccati, secchi, foglie ecc…Successivamente ad un terzo risciacquo, l’uva viene controllata manualmente e asciugata con un getto d’aria ad alta pressione.

Finalmente pulita, sana e asciutta è pronta a cadere nella spremitrice per diventare nettare o vino…ed è talmente in buona forma che non ha bisogno di alcun additivo o conservante o colorante o aroma.

Un lavoro lungo e attento che ci garantisce l’integra pulizia che vogliamo imbottigliare!

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