Una terra, un metodo, un vino
Rosa è il vino della nostra terra, figlio della storia,
della geografia di una notte di settembre
Fondo in alcuni punti più di 300 metri e lungo oltre 50 chilometri, il Lago di Garda, il maggiore tra i laghi italiani, condiziona fortemente il clima locale, determinando venti, piogge e mitigando i rigidi inverni alpini. Una macchia di sapori e colori mediterranei incorniciata dalle Alpi, una sorta di “Mediterraneo del Nord” sulle cui sponde da secoli fioriscono coltivazioni di capperi, cedri, olivi, vite da vino; è il luogo più a nord del mondo dove vengono coltivati i limoni.


La Valtènesi, si trova sulla costa occidentale, è una zona collinare, incorniciata a Est dal Lago, a Ovest dalla Valle del Chiese, a Nord dai massicci montuosi e a Sud dalla zona di Lugana, da cui si differenzia principalmente per una pedogenesi completamente diversa. Le colline che caratterizzano l’orografia della Valténesi, si formarono durante le ere glaciali, quando le lingue dei ghiacciai scavarono il lago e spinsero lateralmente materiale di diversa origine. Come facile intuire, l’azione delle glaciazioni non è stata omogenea sul territorio, che si caratterizza quindi ad oggi per una enorme varietà di suoli. Le colline più occidentali, come quelle su cui si trova Cascina Belmonte, sono sono le morene più antiche, e sono riconoscibili dai profili più morbidi, per via dell’azione del tempo che la ha smussate.
La coltivazione della vigna e la produzione del vino, hanno radici antiche su questi territori, ma un fatto ne ha certamente segnato l’identità recente; il lavoro di studio e approfondimento portato avanti oltre un secolo fa, nel 1890, dal senatore del Regno d’Italia Pompeo Molmenti, il quale, avvalendosi della collaborazione di agronomi francesi, valutate le caratteristiche del terreno, del clima e del Groppello, intuì che il vino rosa, potesse esprimere al meglio le caratteristiche del territorio e codificò quindi, per primo in Italia, il procedimento produttivo del rosé, denominandolo Chiaretto (dal francese “Clarèt”). Nel 1967, la zona si è vista riconoscere per la prima volta la Denominazione di Origine Controllata.


Tutto parte da una vera e propria esclusiva enologica: il Groppello è un vitigno che solo la Valtènesi può vantare, un elemento di unicità definito fragile e prezioso in quanto materia prima delicatissima, di grande valore, che presuppone una viticoltura di altissima qualità caratterizzando in profondità l’agronomia del territorio. Un patrimonio da difendere perché da qui derivano le imprescindibili caratteristiche di Delicatezza, Eleganza e Finezza del Valtènesi.
Fondo in alcuni punti più di 300 metri e lungo oltre 50 chilometri, il Lago di Garda, il maggiore tra i laghi italiani, condiziona fortemente il clima locale, determinando venti, piogge e mitigando i rigidi inverni alpini. Una macchia di sapori e colori mediterranei incorniciata dalle Alpi, una sorta di “Mediterraneo del Nord” sulle cui sponde da secoli fioriscono coltivazioni di capperi, cedri, olivi, vite da vino; è il luogo più a nord del mondo dove vengono coltivati i limoni.

La Valtènesi, si trova sulla costa occidentale, è una zona collinare, incorniciata a Est dal Lago, a Ovest dalla Valle del Chiese, a Nord dai massicci montuosi e a Sud dalla zona di Lugana, da cui si differenzia principalmente per una pedogenesi completamente diversa. Le colline che caratterizzano l’orografia della Valténesi, si formarono durante le ere glaciali, quando le lingue dei ghiacciai scavarono il lago e spinsero lateralmente materiale di diversa origine. Come facile intuire, l’azione delle glaciazioni non è stata omogenea sul territorio, che si caratterizza quindi ad oggi per una enorme varietà di suoli. Le colline più occidentali, come quelle su cui si trova Cascina Belmonte, sono sono le morene più antiche, e sono riconoscibili dai profili più morbidi, per via dell’azione del tempo che la ha smussate.

La coltivazione della vigna e la produzione del vino, hanno radici antiche su questi territori, ma un fatto ne ha certamente segnato l’identità recente; il lavoro di studio e approfondimento portato avanti oltre un secolo fa, nel 1890, dal senatore del Regno d’Italia Pompeo Molmenti, il quale, avvalendosi della collaborazione di agronomi francesi, valutate le caratteristiche del terreno, del clima e del Groppello, intuì che il vino rosa, potesse esprimere al meglio le caratteristiche del territorio e codificò quindi, per primo in Italia, il procedimento produttivo del rosé, denominandolo Chiaretto (dal francese “Clarèt”). Nel 1967, la zona si è vista riconoscere per la prima volta la Denominazione di Origine Controllata.

Tutto parte da una vera e propria esclusiva enologica: il Groppello è un vitigno che solo la Valtènesi può vantare, un elemento di unicità definito fragile e prezioso in quanto materia prima delicatissima, di grande valore, che presuppone una viticoltura di altissima qualità caratterizzando in profondità l’agronomia del territorio. Un patrimonio da difendere perché da qui derivano le imprescindibili caratteristiche di Delicatezza, Eleganza e Finezza del Valtènesi.
