In cantina

Utilizziamo procedimenti autorizzati o consigliati nel “Disciplinare per la vinificazione biologica”. Abbiamo eliminato ogni pratica di arricchimento in zuccheri o concentrazione dei mosti. Stiamo riducendo la solforosa totale a meno di 50mg/l sui rossi (limite EU 160 mg/l) e a meno di 70mg sui bianchi per vini più salutari e più buoni. Le chiarifiche sono effettuate con prodotti che non contengono collagene o altre proteine derivate da animali.

Un impegno costante per produrre vini puliti, senza chimica e rispettosi dell'identità del territorio.

Un impegno costante per produrre vini puliti, senza chimica e rispettosi dell'identità del territorio.

Un vino senza solforosa

Il protocollo tecnico che abbiamo seguito per la vinificazione del Singia 2011 è stato messo a punto col supporto scientifico del Dipartimento di Biotecnologie dell’Università di Verona e dell’Istituto di Biologia e Biotecnologie Agrarie del Centro Nazionale delle Ricerche (CNR) di Pisa, che ha come obiettivo la riduzioni o la totale eliminazione dei solfiti aggiunti nella produzione del vino, al fine di produrre un vino naturale ad alta concentrazione di salubrità . Un vino nel quale sia possibile inoltre riconoscere la materia prima, l’uva, non alterata da sostanze chimiche aggiunte. Un vino che sia espressione pura della combinazione vitigno con il proprio territorio e il cui consumo, per quanto moderato e intelligente, non sia ipotecato da fastidiosi effetti collaterali.

Un vino senza solforosa

Il protocollo tecnico che abbiamo seguito per la vinificazione del Singia 2011 è stato messo a punto col supporto scientifico del Dipartimento di Biotecnologie dell’Università di Verona e dell’Istituto di Biologia e Biotecnologie Agrarie del Centro Nazionale delle Ricerche (CNR) di Pisa, che ha come obiettivo la riduzioni o la totale eliminazione dei solfiti aggiunti nella produzione del vino, al fine di produrre un vino naturale ad alta concentrazione di salubrità . Un vino nel quale sia possibile inoltre riconoscere la materia prima, l’uva, non alterata da sostanze chimiche aggiunte. Un vino che sia espressione pura della combinazione vitigno con il proprio territorio e il cui consumo, per quanto moderato e intelligente, non sia ipotecato da fastidiosi effetti collaterali.

L’emicrania è la risposta del nostro organismo alla presenza di una sostanza, l’anidride solforosa (SO2, nota anche come “solfiti”), la cui pericolosità dipende sia dai quantitativi assunti, sia dal metabolismo di ciascuno: per questo alcune persone ne soffrono più di altre. Da dove vengono i solfiti? In piccola parte i solfiti possono essere prodotti naturalmente da alcuni ceppi di lievito che si trovano nel mosto, ma ne viene generalmente aggiunta dell’altra in varie fasi della produzione, per assicurare la conservabilità nel tempo del vino stesso.

Grazie alle ultime scoperte in campo enologico e ad alcune innovazioni tecnologiche, è possibile realizzare vini con un contenuto in solfiti molto basso. I cardini su cui si fonda Freewine sono sostanzialmente due: l’uso di tecnologie specifiche e l’adozione di un innovativo protocollo di vinificazione, cioè di una serie di “buone pratiche” enologiche volte ad amplificare i risultati positivi ottenuti dalla tecnologia.

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Il lavaggio dell'uva

Grazie ad una speciale attrezzatura che abbiamo messo a punto per la vendemmia 2011, parte  dell’uva che processiamo viene lavata (e asciugata) prima di essere pigiata. I vantaggi qualitativi sono indubbi ed evidenti: l’eliminazione dei metalli pesanti depositatisi durante la stagione sulle bucce, l’ allontaniamo di insetti, foglie e tutto quanto di indesiderato arriva dalla campagna.

Un’iniziativa singolare che ci colloca inoltre tra le prime aziende del paese per attenzione verso i suoi consumatori.

Grazie alle operazioni di lavaggio, possiamo dire che i nostri vini sono ancora più puliti e leggeri. Prodotti con nient’altro se non con uva al giusto grado di maturazione.

Spesso ci viene chiesto se il lavaggio non elimini le popolazioni spontanee di lieviti. Ebbene, studi universitari hanno dimostrato che il lavaggio non solo non elimina i lieviti spontanei ma, eliminando il rame e altri metalli pesanti, permette un’ottimale cinetica di fermentazione degli stessi.

Il lavaggio dell'uva

Grazie ad una speciale attrezzatura che abbiamo messo a punto per la vendemmia 2011, parte  dell’uva che processiamo viene lavata (e asciugata) prima di essere pigiata. I vantaggi qualitativi sono indubbi ed evidenti: l’eliminazione dei metalli pesanti depositatisi durante la stagione sulle bucce, l’ allontaniamo di insetti, foglie e tutto quanto di indesiderato arriva dalla campagna.

Un’iniziativa singolare che ci colloca inoltre tra le prime aziende del paese per attenzione verso i suoi consumatori.

Grazie alle operazioni di lavaggio, possiamo dire che i nostri vini sono ancora più puliti e leggeri. Prodotti con nient’altro se non con uva al giusto grado di maturazione.

Spesso ci viene chiesto se il lavaggio non elimini le popolazioni spontanee di lieviti. Ebbene, studi universitari hanno dimostrato che il lavaggio non solo non elimina i lieviti spontanei ma, eliminando il rame e altri metalli pesanti, permette un’ottimale cinetica di fermentazione degli stessi.

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