Il vino secondo Slow Food. E anche secondo me.

 In Cascina Belmonte

L’11 Ottobre scorso è stato presentato a Bologna, all’interno del Sana, il Manifesto Slow Food del vino buono, pulito e giusto. Un decalogo che riassume i valori principiali che secondo Slow Food (o meglio Slow Wine) dovrebbero guidare non solo la produzione del vino, ma anche l’approccio al nostro territorio, alle persone che lavorano con noi e più in generale a tutta la filiera coinvolta.

Ve lo riporto qui sotto perché è bello, scritto bene e, come dire, condivisibile! Ogni punto meriterebbe un approfondimento e una discussione, se non altro per il piacere di farla, visto che sono tutti temi appassionanti. Una discussione che comunque sicuramente c’è stata in seno ad una associazione che probabilmente meglio di ogni altra conosce il modo del vino e dei vignaioli in Italia, non fosse altro che per “anzianità”, visto che Slow Food, dalle pagine del Manifesto, propone un modo di vivere “migliore” dal lontano 1987.

Anche FIVI con la sua recente campagna (forse avrete visto il video che abbiamo condiviso sui social) si fa promotrice di valori molto simili e di fatto, Slow Food (ovvero Slow Wine) e FIVI, incarnano gli ideali con cui ho sempre cercato di vivere la campagna e produrre il vino. Far parte di queste associazioni mi fa sentire parte di un percorso, un cammino condiviso con i colleghi vignaioli accomunati dagli stessi valori. Ognuno con la propria personale interpretazione, la sua personale storia, filosofia e visione.

Biologico, etica, terroir, natura e paesaggio, socialità e ruralità. Sono questi i principi che guidano il Manifesto di Slow Food, la FIVI e i punti fermi su cui desidero continuare a fondare il mio lavoro di agricoltore.

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