Si potrebbe dire che, per la sua dolcezza e bontà, l’uva è da considerarsi come una caramella! Ma questo sarebbe vero solo se le caramelle fossero ricche di valori nutritivi tali da venir considerate potenzialmente degli antitumorali.... In realtà questi “super poteri” sono invece un’esclusiva dell’uva. Sembra, che proprio attraverso la trasformazione dell’uva in succo o in vino, vengono favoriti la concentrazione e lo sviluppo di alcuni componenti benefici che rendono queste bevande un vero e proprio condensato di salute.

Tutto è iniziato per caso con tre video (abbastanza lunghi, ma assai interessanti qui) sugli aromi alimentari. Sono rimasta colpita, sembra che gli aromi siano dappertutto e nella maggior parte dei casi, per ovvi motivi di costo, non hanno origini naturali. Il loro utilizzo  è diffuso nella quasi totalità dei prodotti confezionati e i produttori più ‘sgamati’ mescolano una percentuale di sintesi con il naturale per abbattere i costi e per cercare di poter dire ‘aromi naturali’ in etichetta... La ragione di questa diffusione è semplicissima i profumi arrivano al nostro naso in modo anarchico e senza nessun controllo da parte della nostra volontà, a questo si aggiunge che l’olfatto, più di ogni altro senso e con maggiore radicamento sulla memoria, muove interesse, piacere, scelte. Viviamo talmente immersi in una realtà di continui stimoli olfattivi che ci allontanano senza accorgerci e sempre più da profumi-odori naturali. Ne adottiamo di nuovi e senza che ce ne accorgiamo alcuni diventano delle vere violenze a scopo commerciale, entriamo al cinema e l’aria è impregnata di un melenso mix di pop corn, cioccolato scadente e olio fritto: il nostro cervello archivia con fastidio: multisala! Ma sono moltissimi ad affollare il banco per fare scorte da consumare durante il film... questo è solo un esempio tra i più recenti dei tranelli del naso. Basterebbe fermarsi e chiedersi: buono o cattivo? Il naso istruito direbbe lascia stare... ed invece, la salivazione si mette in moto e la mano va alla bocca.

Da qualche giorno è stato ufficializzata l’assegnazione dell’ Orto comunitario di Iviani nel distretto di Kibwezi in Kenya, la Coordinatrice è Priscillah Nthenya Nzamalu. E’ un orto di 0,1 ettari e le 15 iscritte, tra i 20 e i 60 anni, si riuniscono due volte a settimana, sia per imparare tecniche dell’agricoltura sostenibile, sia per dividere tra di loro il lavoro e i prodotti dell’orto. In questo modo applicano, condividono e si scambiano l’esperienza e le conoscenze acquisite, replicandole poi nelle rispettive fattorie di famiglia.

Il barman Cristiano Taluzzi ha ideato per noi ‘La vie Boheme’ un cocktail costruito intorno alla caratteristica agrumata, stimolante e rinfrescante di Zenzero & Limone che viene valorizzata da una piccola percentuale di Assenzio.

Un tocco di follia e oblio, ideale per allontanare lo spleen. Un cocktail adatto a separare una giornata faticosa da una serata…. promettente.
Nel nome, un piccolo, obbligato tributo alla provenienza poetica e geografica dell’Assenzio.

Nei vigneti di Cascina Belmonte si coltivano le uve destinate per la produzione di  nettari e qui, da qualche anno, è iniziato un progetto per incrementare la biodiversità sulle superfici aziendali. Nell’agricoltura convenzionale il sistema è fortemente semplificato e richiede un continuo intervento umano. Al contrario in un sistema completamente naturale la regolazione interna è frutto dell’intrecciarsi delle relazioni tra le specie più diverse. Con questa finalità sono stati ipotizzati interventi sui boschi, vigneti, siepi, scarpate. Qualche settimana fa sono state seminate alcune scarpate con essenze floristiche adatte a creare un ambiente favorevole ad insetti pronubi (impollinatori) e, in particolare, un ambiente favorevole ai lepidotteri, un ordine fortemente esposto ell’erosione genetica per via della mancanza di Habitat.