How much water do you use in a day? If you calculate how long your shower is, how much you drink, and what you use to cook with, you're far off the mark. Your cup of tea holds 30 liters of water, not 8 oz. A hamburger for dinner has you drinking 2400 liters of water, and even your shirt holds 2500 liters; just drinking a glass of wine, you're using 120 liters of water. (waterfootprint.org)

Where does this phantom water come from? The water that's used to produce anything -- food and material products -- is much more than what's presented in the final product. We strive to produce d'UVA in the most sustainable way possible, but all those grapes don't survive on dust. Wine will be used as a substitute for fruit necrtars in this article. The processes of wine production are close to those of nectars, and, althought they are not a non-alcoholic wine nor a glorified grape juice (rather, a beverage with its own delicious qualities!), it is produced in the same way up until the fermentation, which doesn't use water, anyway.

The buzz-word “carbon footprint” is all over the place these days, but how often do you hear “water footprint?” It’s an important concept that means the amount of water you use, directly and indirectly. Virtual water is an indirect example, and conveys the amount of water used to make a product.

Quanta acqua usiamo in un giorno? Se sommiamo la doccia del mattino con quanta ne beviamo e ciò che utilizziamo per cucinare siamo molto lontano dal vero totale. Pensate che una tazza di caffè  americano di 125 ml prende 132 litri di acqua! Una bistecca per la cena se ne beve 2400, la camicia che indossiamo ne assorbe 2500 litri e un bicchiere di vino vuole molto più in acqua di ciò che sembra...120 litri.

Ma da dove arriva questa acqua fantasma?    Da anni esiste un movimento diretto a ricercare degli indicatori di valore delle merci in unità fisiche: l’ impronta di carbonio, di cui si parla spesso negli ultimi tempi è una di queste, un’altra è "l’impronta idrica" altrimenti detta acqua virtuale. La produzione, la commercializzazione e l'uso di tutte le merci richiede l’utilizzo di materie prime prese dalla natura, ogni prodotto finito, sia alimentare che materiale ha bisogno di acqua per essere realizzato.  A Cascina Belmonte ci sforziamo di produrre i nettari in modo sostenibile e il più pulito possibile. I processi di produzione di vino o dei nettari, sono i medesimi fino alla fermentazione, e come è tradizione in Europa, anche a Muscoline, i vigneti non vengono irrigati!

Abbiamo conosciuto Cristiano a Lefay Resorts la scorsa estate, siamo subito rimasti affascinati dalla sua capacità di lavorare su una materia prima e accompagnati dal suo entusiasmo, dai suoi aneddoti e dai suoi sapori ci siamo lasciati trasportare nel mondo sconosciuto delle ‘POLIBIBITE’ -così  chiamavano i cocktails i Futuristi- o dei mocktails!

Attraverso le sue storie, contagiati dalla sua passione, stimolati dalla sua professionalità abbiamo desiderato di conoscere la forza dei nettari in mix ed  è nato questo progetto: un ricettario breve di cocktail che parlerà di momenti di piacere, di storia, di luoghi.

 

Stiamo vivendo una delle primavere più fredde e piovose che si possano ricordare. Nonostante questo, la vite ha cominciato il suo percorso di crescita e, sempre meno timidamente, si stende verso il sole. Sotto la vite l'erba alta aiuta a ridurre le infezioni primarie di peronospora, allo stesso tempo la presenza di polline aiuta le neanidi di fitoseidi (insetti utili) a svilupparsi e diffondersi.